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Convegno "Il ruolo dei fondi strutturali nella nuova strategia occupazionale dell'Unione Europea"

[Gli atti del convegno sono stati pubblicati presso FrancoAngeli e disponibili presso il Punto Europa]

La questione dell'occupazione ha acquistato un ruolo centrale nella determinazione delle politiche comunitarie. Dalla fine degli anni ottanta in poi, il Parlamento Europeo ha affermato con forza la necessità di accompagnare l'attenzione dell'Unione Economica e Monetaria con misure tese a salvaguardare a coesione sociale , sostenendo la crescita economica senza misure di riequilibrio non è sufficiente a risolvere il problema dell'occupazione.

A partire dal Libro Bianco della Commissione su "Crescita, competitività, occupazione" (1993), il Parlamento, la Commissione e il Consiglio Europeo si sono attivati per garantire una coerenza di fondo fra crescita e coesione economica e sociale, promuovendo gli "effetti reciprocamente benefici di un coordinamento rafforzato tra politiche economice e strutturali dell'Unione" (Consiglio Europeo di Madrid). Con il Trattato di Amsterdam, infine, la preoccupazione del'Unione Europea nei confronti del problema dell'occupazione ha acquistato uno spessore legale e istituzionale che non ha precedenti.

Entro questa strategia meritano una attenzione particolare i fondi strutturali che aiutano a instaurare un legame reale e pratico fra crescita e occupazione, legame spesso ostacolato da esigenze di competitività di breve e medio periodo.

Nelle regioni come l'Emilia Romagna i fondi strutturali sono serviti soprattutto ad avviare l'adeguamento strutturale delle zone rurali con basso livello di sviluppo e ad attuare una politica del mercato del lavoro finalizzata all'inserimento dei giovani, dei disoccupati da lungo tempo e delle persone a rischio di emarginazione e all'adattamento della manodopera ai cambiamenti industriali e tecnologici.

Attraverso Agenda 2000 e la riforma dei Fondi strutturali che copre gli anni 2000-2006, la Commissione Europea ha modificato sensibilmente l'organizzazione precedente semplificando e riaccorpando fondi e iniziative comunitarie e modificando la relazione tra obiettivi e fondi chiamati a realizzarli, nell'intento di rispondere con più incisività ai problemi legati all'occupazione. i fondi sono stati ripartiti in tre obiettivi:

  1. Azioni per le regioni più povere
  2. Riconversione delle regioni industriali, rurali e costiere in difficoltà
  3. Sostegno alle politiche dell'occupazione

I fondi dei quali la regione Emilia Romagna può avvalersi rientrano negli obiettivi 2 e 3.

Durante il Consiglio Europeo svoltosi nel marzo scorso a Berlino, è stato raggiunto un accordo importante dai Capi di Governo dei Paesi dell'Unione Europea sulla riforma del finanziamento dell'Unione nel periodo 2000-2006, che comprende l'attribuzione di 213 miliardi di euro nei sette anni. I fondi sono suddivisi secondo i tre obiettivi, ai quali, rispettivamente andranno il 68% dei fondi, l'11,4% e il 12% del totale. Il vecchio obiettivo 5a (riconversione della struttura agricola e della pesca), è stato invece estrapolato dai fondi strutturali e inserito in quelli relativi alla Politica Agricola Comune (PAC), alla quale andranno, nei sette anni di riferimento, 14 miliardi di lire (che si sommano ai 310 miliardi devoluti alla PAC).

In questo quadro la Commissione ha accentuato il decentramento delle competenze verso le autorità locali, per una più efficace e democratica gestione delle iniziative. Ciò significa maggiore autonomia, ma anche maggiore responsabilità da parte degli organi nazionali e locali nell'affrontare con strumenti comunitari problemi cruciali come quelli legati all'occupazione.

Il convegno si è proposto di affrontare questo complesso nodo tematico analizzando i principi informatori della nuova strategia comunitaria e le modalità specifiche attraverso cui i fondi strutturali hanno saputo in passato e sapranno in futuro rappresentare un'efficace risposta alle sfide poste dalla disoccupazione e uno strumento nelle mani di chi opera sul territorio perché queste risposte siano in sintonia con le esigenze dei cittadini.

Programma

3 dicembre 1999
Forlì Sala Zambelli Camera di Commercio, Industria e Artigianato

Ore 9.30 Apertura dei lavori con saluto delle autorità
Franco Rusticali, sindaco di Forlì
Piero Gallina, Presidente della Provincia di Forlì-Cesena
Guido Gambetta, Direttore Centro di Coordinamento dell'Università di Bologna, sede di Forlì
Cesare Ferri, Prefetto
Ines Carità Morelli, Ufficio per l'Italia del Parlamento Europeo

Ore 10.00 Il ruolo dei poteri locali nella strategia occupazionale dell'Unione Europea
Andrea Manzella, Senatore della Repubblica Italiana

Ore 10.30 I fondi strutturali fra esigenze di crescita e di occupazione: quale equilibrio fra investimenti e formazione?
Giorgio Lisi, Parlamentare Europeo, Commissione per l'Occupazione e gli Affari Sociali del Parlamento Europeo

Ore 11.00 Prospettive di sviluppo dei fondi strutturali per il periodo 2000 - 2006: iniziative per l'occupazione
Paola Casavola, Unità di Valutazione degli Investimenti Pubblici, Ministero del Tesoro

Ore 11.45 Il ruolo del Ministero per le Politiche Comunitarie tra le amministrazioni locali e le istituzioni europee
Fracesco Piccarreta, Gabinetto de Minstro pe le Politche Comunitarie

Ore 12.15 Discussione finale
Coordina Giorgio Liverani, membro del Comitato Economico e Sociale

Ore 14.45 Sviluppo delle risorse umane: la formazione come risposta alla disoccupazione giovanile
Luciano Vecchi, ex-parlamentare europeo

Ore 15.15 L'applicazione dei fondi strutturali in Emilia Romagna tra vecchio e nuovo periodo di programmazione
Daniela Ferrara, ERVET

Ore 15.45 Patti territoriali e contratti d'area: un'opportunità per le PMI
Lucio Poma, docente, Università di Bologna, Sede di Forlì

Ore 16.30 Prospettive per la programmazione 2000 - 2006 della Regione Emilia Romagna per gli interventi strutturali.
Michele Migliori, Servizio Politiche Europee, Regione Emilia Romagna

Ore 17.00 In Agro: un esempio di utilizzo dei fondi strutturali per la valorizzazione delle risorse umane nell'agroindustria
Alessandro Zampagna, Centuria, Parco Tecnologico

Ore 17.30 Discussione finale
Coordina Giuliana Laschi, docente, Università di Bologna, Sede di Bologna

Ore 18.00 Chiusura della prima giornata

4 dicembre 1999
Cesena, Piazza Affari, Cassa di Risparmio di Cesena

Ore 10.00 Saluto delle autorità
Giordano Conti, Sindaco di Cesena
Piero Gallina, Presidente della Provincia di Forlì-Cesena
Cesare Ferri, Prefetto
Germano Lucchi, Presidente Cassa di Risparmio di Cesena

Ore 10.30 Occupazione, sviluppo e innovazione di fronte ai nuovi scenari europei e mondiali
Massimo Carraro, Parlamentare Europeo, Commissione per l'Industria, il Commercio estero, la Ricerca e l'Energia

Ore 11.00 Fondi strutturali e sviluppo economico
Francesca Fauri, docente, Università di Bologna, Sede di Forlì

Ore 12.00 Programma operativo, obiettivo 3 e strategie della formazione professionale nella Regione Emilia Romagna
Cristina Balboni, Direttore Generale Formazione Professionale e Lavoro, Regione Emilia Romagna

Ore 12.30 Discussione finale
Coordina Lorenza Sebesta, docente, Università di Bologna, Sede di Forlì

Ore 14.30 Il lavoro in Europa: il problema italiano
Giorgio Liverani, membro del Comitato Economico e Sociale

Ore 15.00 Nuovi sistemi territoriali e sviluppo: il caso del Patto dell'Appennino
Lorenzo Ciapetti, ricercatore Antares

Ore 15.45 L'utilizzo dei fondi strutturali nei settori di punta dell'economia locale
Alessandro Zampagna, Centuria, Parco Tecnologico

Ore 16.15 Tavola rotonda: interverrà Massimo Bonavita, Senatore della Repubblica Italiana, Commissione Finanze

Ore 17.00 Chiusura della seconda giornata.

Intervengono al convegno, tra gli altri:
Arianna Bocchini, Presidente Commissione Scuola, Cultura e Turismo della Regione Emilia Romagna
Maria Luisa Pombeni, Direttrice Centro per le Transizioni
Nello Coppi, Direttore Techne, Centro di Formazione Professionale Forlì-Cesena
Claudio Sirri, Bic Emilia Romagna, Ufficio di Forlì

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