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24 novembre

Reati collegati ai nuovi media e contromisure dell' Unione europea - Lunedì, 1 dicembre 2003

Dr. Eckhart von Bubnoff
già Presidente di sezione presso la suprema corte tedesca in cause penali (istanza di revisione)del Land Baden (Oberlandesgericht Karlsruhe)

terrà una relazione sul tema

Reati collegati ai nuovi media e contromisure dell' Unione europea


(La conferenza sarà in lingua tedesca con interpretazione simultanea in italiano)

- Università degli studi di Bologna
- Scuola superiore di lingue moderne per interpreti e traduttori (SSLiMIT) a Forlì

Lunedì, 1 DICEMBRE 2003, dalle 17.30 alle 19.00
AULA MAGNA della SSLiMIT, Via Oberdan, 2, Forlì
12:50:53 - claudia - No comments

20 novembre

Lezione aperta di Antropologia politica di Marco Bassi, Docente di Antropologia Politica - Martedì 25 novembre 2003

Nel corso della lezione verrà proiettato:

Bury the Spear
di Ivo Strecker e Alula Pankhurs

Documento etnografico della cerimonia di pace svoltasi nel 1993 ad Arbore (Etiopia meridionale. In lingue originali con sottotitoli in inglese

Martedì 25 novembre 2003, ore 21
Sala Polivalente Koiné - Via Valverde 15
Infoline: Associazione Universitaria Koiné
0543.374837 - info@koineonline.org
14:58:13 - claudia - No comments

Miti di città. Città mito. Roma, New York, Parigi, San Pietroburgo - Novembre-Dicembre 2003

Conferenze, letture e proiezioni:

Roma

ANTONIO CARILE
Universita' di Bologna
Lunedi, 10 novembre 2003
ore 17.00

New York

ARMANDO FUMAGALLI
Universita' Cattolica del Sacro Cuore
Lunedi, 17 novembre 2003
ore 17.00

Parigi

FRANCO RUFFINI
Terza Universita' di Roma
Lunedi, 24 novembre 2003
ore 17.00

San Pietroburgo


GIUSEPPE GHINI
Universita' di Urbino
Lunedi, 1 dicembre 2003
ore 17.00

Sala Multimediale San Luigi - Forlì
09:21:13 - claudia - No comments

19 novembre

Un dialogo tra Umberto Eco ed i suoi traduttori - giovedi, 20 novembre 2003

Giornata di studio
La parola ai traduttori
presso
l'Aula magna di corso della Repubblica 88, dalle ore 10 alle ore 19.

Iniziativa organizzata dal Sitlec, il Dipartimento di Studi Interdisciplinari su Traduzione, Lingue e Culture dell'Università di Bologna, con il patrocinio della Sslmit, la Scuola Superiore di Lingue Moderne per Interpreti e Traduttori e della Serinar. (info 0543.374700/18/19).
12:41:39 - claudia - No comments

13 novembre

Grande mercato e diritti sociali nell'Europa del '900 - Venerdì 5 dicembre 2003

Presentazione del fascicolo n. 14 della rivista Grande mercato e diritti sociali nell'Europa del '900

Venerdì 5 dicembre 2003, ore 15,30

CAMERA DI COMMERCIO
Sala del Consiglio
Corso della Repubblica, 5 - Forlì

In questo numero della Rivista, sei ricercatori di diverse Università europee offrono il loro contributo alla riflessione storica sui caratteri costitutivi dell'Unione Europea, con una retrospettiva sui prodromi economici e sociali nell'Europa del XX secolo.

PROGRAMMA

ore15,30
inizio lavori con il saluto di Giorgio Liverani, Presidente dell'Associazione Culturale Memoria e Ricerca

seguirano comunicazioni di
BARBARA CURLI, curatrice del fascicolo, Università di Perugia
MAURIZIO RIDOLFI, Università della Tuscia
ROBERTO BALZANI, Università di Bologna
Sen. ANDREA MANZELLA
LUCIO LEVI, Movimento Federalista Mondiale, Università di Torino
GRAZIA BORGNA, Centro Studi Internazionali Einstein

Coordina PIETRO CARUSO, giornalista

Segreteria organizzativa

Asociazione Culturale Memoria e Ricerca
Via Albicini, 25 - 47100 Forlì
tel. 0543 28999
11:38:11 - claudia - No comments

Grande mercato e diritti sociali nell'Europa del '900 - Venerdì 5 dicembre 2003

Presentazione del fascicolo n. 14 della rivista Grande mercato e diritti sociali nell'Europa del '900

Venerdì 5 dicembre 2003, ore 15,30

CAMERA DI COMMERCIO
Sala del Consiglio
Corso della Repubblica, 5 - Forlì

In questo numero della Rivista, sei ricercatori di diverse Università europee offrono il loro contributo alla riflessione storica sui caratteri costitutivi dell'Unione Europea, con una retrospettiva sui prodromi economici e sociali nell'Europa del XX secolo.

PROGRAMMA

ore15,30
inizio lavori con il saluto di Giorgio Liverani, Presidente dell'Associazione Culturale Memoria e Ricerca

seguirano comunicazioni di
BARBARA CURLI, curatrice del fascicolo, Università di Perugia
MAURIZIO RIDOLFI, Università della Tuscia
ROBERTO BALZANI, Università di Bologna
Sen. ANDREA MANZELLA
LUCIO LEVI, Movimento Federalista Mondiale, Università di Torino
GRAZIA BORGNA, Centro Studi Internazionali Einstein

Coordina PIETRO CARUSO, giornalista

Segreteria organizzativa

Asociazione Culturale Memoria e Ricerca
Via Albicini, 25 - 47100 Forlì
tel. 0543 28999
11:36:07 - claudia - No comments

11 novembre

Il Parlamento italiano e l'Unione Europea - 17 novembre

Dibattito in occasione della presentazione della III edizione del libro di Andrea Manzella, Il Parlamento, Il Mulino, Bologna, 2003.

Partecipano:

Andrea Manzella, Senatore
Stefano Ceccanti, Università "La Sapienza" di Roma
Augusto Barbera, Università di Bologna

coordina: Lorenza Sebesta, Università di Bologna, Polo di Forlì

lunedì 17 novembre alle ore 20:30
Palazzo Mangelli (Sala Gandolfi)
Corso Diaz 45 Forlì
11:39:11 - Cantastorie - No comments

Il Parlamento italiano e l'Unione Europea - 17 novembre 2003

Dibattito in occasione della presentazione della III edizione del libro di Andrea Manzella, Il Parlamento, Il Mulino, Bologna, 2003.

Partecipano:

Andrea Manzella, Senatore
Stefano Ceccanti, Università "La Sapienza" di Roma
Augusto Barbera, Università di Bologna

coordina: Lorenza Sebesta, Università di Bologna, Polo di Forlì

lunedì 17 novembre alle ore 20:30
Palazzo Mangelli (Sala Gandolfi)
Corso Diaz 45 Forlì
11:38:35 - Cantastorie - No comments

"Insieme per una grande Europa"

L'obiettivo di questo ciclo di incontri ed eventi, che si protrarranno per oltre un anno e che coinvolgeranno diversi Comuni e Province della Regione Emilia-Romagna, è quello di costituire un percorso di riflessione ed approfondimento sull'Unione europea che segua, in tempo reale, lo sviluppo di questa fase cruciale del processo d'integrazione europea.

Iniziative

Convegno
Suddiviso in tre giornate verterà sui temi dello sviluppo e dell'occupazione in vista dell'allargamento. Tra relatori e partecipanti ambasciatori, professori universitari, esperti dei diversi settori e professionisti.

Incontri settoriali
I seminari settoriali saranno organizzati in collaborazione con gli enti di formazione, le associazioni di categoria e le camere di commercio presenti sul territorio tenendo conto delle necessità informative espresse dagli attori territoriali. Si tratterà di tematiche su cooperazione, competizione, occupazione e mobilità nell'Europa allargata.

Presentazione del progetto

Sin dall'iniziale progetto d'unità europea lanciato da Jean Monnet, il processo di unificazione, che attraverso varie vicissitudini è giunto fino ad oggi, trae origine dall' ideale di una "costruzione europea progressiva".

Tale unità si fondava su valori culturali e radici storiche comuni a tutti gli Stati europei, chiamati a ricostruire il continente su una base più ampia e quindi economicamente più efficiente rispetto ai singoli governi nazionali.

Oggi, alla vigilia dell'ingresso nell'Unione di Cipro, Estonia, Ungheria, Lituania, Lettonia, Malta, Polonia, Slovenia, Repubblica Ceca e Repubblica Slovacca è utile e necessario avviare un’iniziativa che permetta ai cittadini, alle istituzioni, alle scuole ed alle organizzazioni della società civile di approfondire la conoscenza sulla nuova realtà europea e sulle importantissime sfide ed opportunità ad essa connesse.

La dimensione culturale dell'allargamento
La specificità dell'Europa è culturale, prima ancora che politica ed economica. Non si può parlare di sviluppo politico, economico e sociale senza fare i conti con lo sviluppo culturale. La generalizzazione degli scambi con altri Paesi, lo sviluppo dei viaggi e del turismo in genere, l'espansione del commercio internazionale, la diffusione di nuovi modelli di vita, di costumi, nonché il miglioramento del tenore di vita segna certo il passo di questo sviluppo culturale. Il dibattito sull'avvenire dell'Europa non può non affrontare la questione più generale della sua identità, contestualmente a quella della sua forza economica e del suo sviluppo politico istituzionale.
Nel Consiglio d'Europa, creato prima ancora della Comunità Europea, la cultura è uno dei capitoli principali.

Konrad Adenauer già in un discorso del giugno 1919, invocava la necessità della "creazione di una comunità di nazioni per la salvezza dell'Europa", basata non soltanto sugli interessi economici, ma anche su un avvicinamento culturale. Perciò egli invitava a "riconoscere e coltivare gli aspetti comuni della cultura europea". Anche Robert Schuman, nel suo libro sull'Europa scriveva: "l'Europa, prima di essere un'alleanza militare o un'entità economica, deve essere una comunità culturale nel significato più alto della parola".

L'obiettivo di "un'Unione sempre più stretta", diviene oggi, proprio mentre l'Unione si allarga, un obiettivo prioritario che non può essere perseguito solo per via istituzionale o politica.

Muovendo proprio da tale consapevolezza, questa iniziativa intende anche costruire una serie di occasioni che rendano possibile l'approfondimento della conoscenza delle diversità culturali che caratterizzeranno la grande Europa a 25 poiché solamente attraverso la reciproca conoscenza è possibile instaurare quel dialogo costruttivo capace di progettare un futuro comune di pace e prosperità.

L'iniziativa intende configurarsi come cornice all'interno della quale possano trovare una loro collocazione i diversi eventi culturali che si svolgono sul territorio romagnolo e che hanno, o che potrebbero avere, attinenza con l'allargamento dell'Unione Europea (comprese le iniziative che gli enti locali o le diverse associazioni dell'area romagnola hanno già in agenda per il 2004).

L'obiettivo di questo ciclo di incontri ed eventi, che si protrarranno per oltre un anno e che coinvolgeranno diversi Comuni e Province della Regione Emilia-Romagna, è quello di costituire un percorso di riflessione ed approfondimento sull'Unione europea che segua, in tempo reale, lo sviluppo di questa fase cruciale del processo d'integrazione europea.

La dimensione economica dell'allargamento
I dieci Stati che nel 2004 entreranno a far parte dell'UE rappresentano quasi il 44% dell'attuale popolazione dell'Unione e il 7% del suo prodotto interno lordo. Il livello di sviluppo economico e sociale di questi paesi è estremamente vario e diversificato. Con qualche eccezione, però, tutti sono caratterizzati da alcuni elementi comuni: un alto potenziale di crescita delle economie interne; l'apertura delle loro economie agli investimenti diretti stranieri; una progressiva convergenza verso i principi, gli standard e il sistema normativo dell'Unione Europea; livelli salariali medio-bassi; un capitale umano complessivamente di buon livello, anche frutto di una matrice culturale simile, e con un buon livello di scolarità (specialmente per quanto riguarda le giovani generazioni); la relativa prossimità geografica.
Entrando maggiormente nel dettaglio, tuttavia, si possono rintracciare alcuni settori che rappresentano opportunità particolari per le imprese italiane: il settore manifatturiero – abbigliamento e calzaturiero, in particolare - rappresenta una realtà che ha offerto, e continua ad offrire, grandi vantaggi alle imprese italiane che delocalizzano parte del ciclo produttivo nei paesi della nuova Europa, contribuendo in maniera sostanziale a rendere l'Italia il primo partner commerciale per molti di essi.

Il settore delle costruzioni, in diverse aree fatte oggetto del nostro interesse, ha goduto negli anni Novanta del momento di boom edilizio che è però tuttora in espansione, alimentato dalle esigenze delle piccole e medie imprese, dalla diffusione del terziario e dalla carenza delle abitazioni. Un altro settore è quello energetico. L'ammodernamento degli impianti produttivi di energia elettrica e di distribuzione garantisce numerose opportunità di investimento per le società italiane che operano nel campo dell'energia e per quelle che producono i macchinari collegati alla produzione e distribuzione energetica.

Infine, i settori ambientale e agro-alimentare. Il modello di sviluppo dell'economia pianificata ha prodotto in alcune aree geografiche dei paesi dell'area costi ambientali elevatissimi e le opportunità per le società italiane che operano nel campo della bonifica ambientale, della raccolta e trattamento delle acque e della raccolta e trattamento dei rifiuti sono notevoli. Passando, invece, all'industria agro-alimentare, la maggior parte dei paesi dell'area sono sostanzialmente paesi agricoli in grado di produrre considerevoli quantità di prodotti coltivati la cui trasformazione e commercializzazione necessita però di investimenti e di tecnologie.

L'Italia potrebbe inserirsi a pieno titolo in questo ambito, sfruttando soprattutto le potenzialità della nostra industria di trasformazione. Un discorso a parte meritano le banche. Il sistema bancario italiano negli ultimi anni si è mosso molto bene nella nuova Europa, partecipando con successo ad importanti privatizzazioni in quei paesi. Il gruppo Unicredito in particolare è attualmente il primo gruppo bancario nella regione, e controlla le banche leader di mercato in Polonia, Bulgaria, Croazia e Bosnia Erzegovina. Le PMI italiane, che si sono sempre lamentate dell'insufficiente supporto da parte delle nostre banche, debbono ora cominciare a ricredersi. Nella nuova Europa, le banche italiane sono presenti significativamente, anche se al momento fanno business soprattutto con le imprese locali (per circa il 90-95% del fatturato).

I vantaggi che potrebbero derivare al nostro sistema economico dall'ampliamento dell'UE sono evidenti, sia per l’allargamento dei nostri mercati ad est, sia per le performances di queste economie il cui rapido processo di modernizzazione avrà bisogno del nostro know how. Senza dimenticare che il loro sviluppo sarà accompagnato da una domanda crescente di beni di consumo di qualità, e su questo versante per le imprese italiane si aprono ottime prospettive. In uno studio curato per la Commissione europea, è stato calcolato che per l'Italia l'allargamento ad est si tradurrà nei prossimi 10 anni in un aumento medio annuo dello 0,4 per cento del Pil per i benefici in termini di esportazioni, di aumento della produzione, di reddito disponibile e quindi di consumi. In questo contesto il sistema produttivo emiliano-romagnolo può svolgere un ruolo da big player e lo può fare in diversi settori: turismo, agricoltura, impresa, servizi, trasporti, ecc.

Il Sistema Romagna
Il distretto romagnolo rappresenta un'area territoriale che, in questi ultimi anni, ha partecipato a pieno titolo alla fase di sviluppo economico e sociale che ha consolidato l'Emilia Romagna ai primi posti tra le regioni europee in termini di PIL procapite. Lo ha fatto attraverso una forte spinta all'investimento, all'innovazione e all'intraprendere: 30.000 imprese artigiane e Pmi, il 14% dell'export con oltre 700 imprese impegnate sui mercati esteri, l'8,7% degli investimenti effettuati a livello regionale. La presenza di 856 imprese certificate, testimonia inoltre l'impegno dell'artigianato e Pmi romagnole sul terreno della qualità. Un tessuto imprenditoriale dunque che sta reggendo bene alla sfida dell’innovazione, ma che ha bisogno di supporti nella costruzione delle reti, nella ricerca di partner per alleanze e cooperazioni, in particolare in due settori strategici: il turismo e l'agricoltura.

I sistemi turistici locali che caratterizzano l'area romagnola rappresentano infatti un punto di riferimento strategico del turismo nazionale ed europeo e ciò per l'esperienza, il saper fare delle PMI locali e l'identità, incardinata su una diffusa cultura dell'accoglienza. E' evidente che l'allargamento rafforza la capacità competitiva della nostra area facilitando l'accesso ad un mercato "domestico" più ampio e motivato, al tempo stesso le nostre PMI e le loro espressioni aggregate possono essere facilitate nell'esportazione di know-how, con il duplice vantaggio di dare impulso all'economia della nostra area e di rafforzare il sistema-romagna nel contesto dell'UE.

In altre parole l'area romagnola può diventare una meta di turismo leisure e business per i cittadini e le imprese dei nuovi paesi membri dell'UE e nello stesso tempo può esportare know-how verso quelle realtà. La conoscenza reciproca è pertanto alla base di un dinamico processo di cooperazione-competizione.

Per quanto concerne il settore agricolo la regione Emilia Romagna si colloca al secondo posto nel paese per l'importanza del comparto agro-alimentare ed è caratterizzata da tre tipi di agricoltura: la prima intensiva e molto competitiva; la seconda tradizionalmente orientata verso i prodotti di qualità; la terza, infine, di tipo estensivo, praticata in zone di montagna, in cui svolge un ruolo essenziale a livello territoriale.

L'area romagnola rispecchia tutte le caratteristiche del sistema agricolo regionale ed oltre alla presenza di numerose imprese altamente competitive e alla loro apertura ai mercati internazionali, possiede punti di forza che sono rappresentati da un'ampia gamma di prodotti di qualità, dal buon livello di qualificazione degli agricoltori, dalla vasta diffusione dei metodi dell'agricoltura biologica, dalla ricchezza degli spazi naturali e dalle potenzialità dell'agriturismo.

Il sistema agricolo dell'area, in sostanza, rappresenta un prezioso bacino di esperienze e competenze. Le ultime statistiche disponibili ci dicono che l'Emilia-Romagna esporta nei Paesi dell'Europa Centro Orientale prodotti agroalimentari per un totale di 70 milioni di euro (2,9% del totale regionale esportato) e ne importa circa 94 milioni (3,2% del totale importato) con una tendenza al rialzo del saldo negativo annuo. Relazioni più strette e strutturate nel settore della agricoltura e dello sviluppo rurale tra Emilia-Romagna e ed i nuovi Paesi membri dell'UE permetterebbero un reciproco ampliamento del mercato agricolo e incentiverebbero i flussi di investimento destinati al settore. Oltre a questi due settori fondamentali, l'area romagnola si sta gradualmente dotando di importanti strutture che una volta messe a sistema saranno in grado di sviluppare un effetto moltiplicatore sull'economia e sullo sviluppo dell'intero territorio. Queste strutture sono: un polo logistico della Romagna (aeroporti di Forlì e Rimini, porto di Ravenna, ecc) e un sistema fieristico integrato capace di esprimere l'offerta produttivo-promozionale di tutta l'area.

Il progetto, oltre ad un'alta valenza culturale, rappresenta una preziosa opportunità per avviare relazioni durevoli e costruttive tra i rappresentati delle istituzioni politiche e delle associazioni economiche del territorio romagnolo ed i rappresentanti delle istituzioni e delle categorie produttive dei nuovi paesi membri dell'UE.

Ambito territoriale entro il quale si sviluppa l'iniziativa
L'iniziativa intende svilupparsi organicamente sull'intera area romagnola coprendo e coinvolgendo istituzioni, associazioni ed enti delle province di Rimini, Forlì-Cesena e Ravenna.

Destinatari
I destinatari varieranno in funzione delle specifiche attività previste dal progetto.

Le grandi conferenze sui temi politici, economici od istituzionali saranno indirizzate ad un pubblico già in possesso di una buona conoscenza dell'argomento (ad es. rappresentanti delle Istituzioni, e della Pubblica amministrazione, politici, docenti e studenti universitari, imprenditori, ecc.).

Gli eventi culturali (mostre, concerti, spettacoli teatrali, premi letterari, ecc.) avranno come destinatari l'intera cittadinanza e mireranno ad un coinvolgimento diretto di associazioni culturali, istituti scolastici ed enti pubblici.

Per quanto riguarda gli incontri settoriali (ad es. in tema di turismo, agricoltura, impresa, sviluppo territoriale, ecc) i destinatari delle diverse iniziative saranno in primis gli imprenditori ed i funzionari e dirigenti delle pubbliche amministrazioni che avranno da confrontarsi a lungo nei prossimi anni con i problemi dovuti alle nuove complessità (ed opportunità) legate all'allargamento dell'UE.

Descrizione delle attività da realizzare
Le attività di cui si compone il progetto sono essenzialmente di tre tipi:

* grandi conferenze sui temi centrali della nuova dimensione dell'UE (economico-sociali e politico-istituzionali)
manifestazioni ed eventi culturali
* seminari tematici che affronteranno in maniera tecnico-operativa le sfide e le opportunità dell'allargamento nei singoli settori (turismo, agricoltura, impresa, ecc)

Conferenza internazionale di apertura

Titolo: Crescita, competitività e occupazione nell'Europa allargata. Bilanci e prospettive.

Finalità:

Il "Libro Bianco" di Jacques Delors, presentato dalla Commissione europea nel dicembre del 1993 rappresenta uno dei contributi più significativi proposti dalle istituzioni comunitarie per affrontare in modo contestuale i temi della crescita, dell'occupazione e della competitività in Europa.

Il documento conteneva numerose indicazioni di politica economica che i singoli Stati membri e la Comunità nel suo complesso avrebbero dovuto seguire per combattere il fenomeno della disoccupazione e della bassa crescita. Oggi, a dieci anni dalla pubblicazione del Libro bianco e a pochi mesi dall'adesione dei nuovi paesi membri, è possibile, ed utile, tracciare un bilancio dei risultati ottenuti in questi settori dall'Unione europea e dai singoli Stati membri, delineare nuove strategie ed aggiornare le linee di sviluppo indicate da Delors, gran parte delle quali, proprio oggi, di strettissima attualità.

Questa conferenza, i cui lavori si articoleranno nel corso di due giornate tra le città di Forlì e di Rimini, intende sviluppare i temi sopra indicati coinvolgendo in prima persona rappresentanti delle istituzioni comunitarie e nazionali, ambasciatori in Italia dei nuovi Paesi membri dell'UE, esponenti del mondo accademico e rappresentanti delle organizzazioni delle imprese e dei lavoratori.

I lavori della conferenza tenderanno, nel corso della prima giornata, a mettere a fuoco le difficoltà e le sfide che l'allargamento porrà all';Unione ed ai paesi membri alla luce delle linee di analisi e delle proposte politiche individuate dal Libro bianco del 1993 per poi passare, nell'ambito della seconda giornata, ad individuare e sviluppare le opportunità di cooperazione nei settori dell'economia, della formazione e della cultura tra l'Italia ed i nuovi dieci membri dell'UE.

Programma dei lavori (provvisorio):
1^ giornata - Forlì, 27 novembre 2003
I sessione: ore 10:30 - Apertura dei lavori

I temi
1993-2003: Dieci anni di "Crescita, competitività e occupazione"?
A dieci anni dalla pubblicazione del libro bianco di Delors è oggi possibile tracciare un primo bilancio ponderato dei risultati ottenuti dall'Unione europea in ambito economico e sociale.

Quali prospettive per un'economia europea "sana, aperta, decentralizzata, competitiva e basata sulla solidarietà"?
L'ingresso dei nuovi Paesi membri nell'UE avrà un forte impatto sull'economia europea e sensibili conseguenze sul "modello sociale europeo". Scenari e prospettive.

II Sessione. Forlì, ore 14:30

I temi
La grande Europa, impegni comuni e strategie nazionali.
L'adesione all'Unione europea ha comportato per i nuovi membri un'onerosa ristrutturazione del sistema economico ed amministrativo. Esperienze e strategie nazionali per affrontare la grande sfida dell'integrazione
(Interventi degli Ambasciatori)

2^ giornata Rimini, 28 novembre 2003
I sessione: ore 10,00: Apertura dei lavori

I temi
Crescere insieme: i percorsi comuni dello sviluppo.
L'Italia e i nuovi Paesi membri. Analisi, prospettive ed opportunità per una crescita reciproca.

II Sessione: Rimini, ore 14,30

I temi
Libera circolazione, formazione professionale e mercato del lavoro in un'Europa allargata.
L'impatto dell'allargamento su mobilità, flussi migratori e mercato del lavoro italiano.

3^ giornata Ravenna, 29 novembre 2003
ore 10,00: Apertura dei lavori

Tavola rotonda e conclusioni
Esponenti delle istituzioni nazionali e locali, imprenditori e rappresentanti dei diversi paesi discutono le strategie e gli strumenti per uno sviluppo sostenibile e reciproco.

Concerto.

Presentazione del numero della rivista Memoria e Ricerca dedicato alla storia delle Convenzioni e delle Costituzioni europee.

Incontri settoriali
I seminari settoriali saranno organizzati in collaborazione con gli enti di formazione, le associazioni di categoria e le camere di commercio presenti sul territorio tenendo conto delle necessità informative espresse dagli attori territoriali.

Indipendentemente dal settore oggetto dell'incontro i workshop potranno svilupparsi lungo linee direttrici comuni quali, ad esempio:

Percorsi comuni di sviluppo: cooperazione e partnership tra territori
Le iniziative di parternariato a livello locale e regionale nei paesi dell'UE hanno contribuito sensibilmente alla crescita economica e sociale di vaste aeree territoriali. Questi parternariati generalmente coinvolgono istituzioni, gruppi di interesse e attori sociali in iniziative che si indirizzano a specifici problemi locali.

Seguendo questa linea si potrà analizzare l'efficacia di tali partnership nell'adattare la sfera locale alle sfide poste dal processo allargamento e di quali siano i problemi principali che la regione e l'area romagnola si troveranno ad affrontare. Sarà inoltre possibile individuare ipotesi operative e progetti di sviluppo comuni.

Politiche europee e strumenti di sostegno allo sviluppo economico del territorio.
La promozione dello sviluppo territoriale richiede un'ampia cooperazione tra attori sociali, economici ed istituzionali ed il corretto utilizzo di fondi pubblici per la copertura delle esternalità negative. Il risultato della cooperazione deve avere come obiettivo il miglioramento delle attività esistenti sul territorio e l'estensione delle possibilità di attrarre nuovi investimenti dall'esterno.

La conoscenza delle politiche e degli strumenti finanziari comunitari di sostegno allo sviluppo locale sono requisiti fondamentali sia per gli attori territoriali privati che pubblici. Questa linea di discussione porterà i partecipanti ad approfondire le loro informazioni in materia di politiche, programmi e finanziamenti comunitari.

Acquisizione e trasferimento di competenze
Il successo delle economie locali e regionali nell'adattarsi alla concorrenza causata dalla globalizzazione è sempre più determinata dalla qualità della forza lavoro. Questo indirizzo di discussione potrà mettere a fuoco le tipologie di relazioni istituzionali e di strategie che promuovono lo sviluppo delle professionalità come parte del processo di adattamento delle economie locali. L'attenzione potrà essere concentrata sull'identificazione di approcci innovativi e sullo sviluppo di reti o partenariati che permettano di migliorare la qualità della forza lavoro locale nei settori presi in considerazione.
10:49:31 - Cantastorie - No comments

Convegno di studi "L'Italia nello spazio"

Le attività spaziali italiane dalle origini al Piano Nazionale Spaziale"

Questo convegno nasce nell'ambito di un progetto di ricerca sulle attività spaziali nazionali condotto da un gruppo di storici ed esperti, per conto della European Space Agency (Esa) e dell'Agenzia Spaziale Italiana (Asi).

Dopo una prima sessione dedicata alla ricostruzione dei momenti salienti della politica spaziale italiana, i lavori si concentreranno sui principali programmi spaziali nazionali dei decenni Sessanta e Settanta (San Marco,
Sirio, etc. ) e sulla partecipazione italiana alle organizzazione spaziali europee (Esro, Eldo, Esa).

Il convegno, primo nel suo genere in Italia, si propone di raccogliere le testimonianze di personalità che, a vario titolo, hanno contribuito alla elaborazione e alla realizzazione di tali programmi sotto il profilo scientifico, tecnologico, industriale, politico e militare.

Ogni sessione sarà introdotta da una relazione di uno degli storici del gruppo, cui seguiranno le relazioni o le personal recollections dei protagonisti.

La scelta dell'intervallo temporale corrisponde, in linea di massima, all'obiettivo della prima fase del progetto di ricerca: la stesura di un primo volume sulla Storia dell'Italia nello spazio, fino alla nascita dell'Esa.

Programma

Venerdì 19 settembre

Aula Magna della II Facoltà di Ingegneria "Salvatore Scalas"

Ore 9.00 Apertura dei lavori
Intervengono:
Franco Persiani, Preside della II Facoltà di Ingegneria dell'Università
di Bologna (Forlì-Cesena)
Antonio Rodotà, Direttore Generale dell'Agenzia Spaziale Europea (Esa)
Luigi De Magistris, Direttore Generale dell'Agenzia Spaziale Italiana (Asi)
Giuseppe Viriglio, Vice Presidente di Alenia Spazio
Michelangelo De Maria, Project Leader del progetto "Italy in Space"

I Sessione

Origini e sviluppo delle attività spaziali italiane: il contesto politico-istituzionale
Presiede: Raffaella Simili

Ore 10.00
Il ruolo del CNR nelle attività spaziali italiane
Giovanni Paoloni

Ore 10.30
I primordi delle attività spaziali italiane nella seconda metà degli anni Trenta
Antonio Castellani

11.00 - 11.15 Pausa caffè

Ore 11.15
Lo sviluppo delle attività spaziali italiane nel contesto della cooperazione internazionale
Carlo Buongiorno

Ore 11.45
Il ruolo dell’Italia nell'Esa
Francesco Mazzuca

Ore 12.15
La storia del Piano Spaziale Nazionale (1977-1988 )
Luciano Guerriero

12.45 - 13.30 Discussione

13.30 - 15.00 Pranzo

II Sessione

Il progetto San Marco
Presiede: Lorenza Sebesta

Ore 15.00
Per una storia del progetto San Marco: fonti e temi
Michelangelo De Maria

Ore 15.30
Soluzioni tecniche e risultati scientifici dei satelliti San Marco
Ugo Ponzi

16.00 - 16.15 pausa caffè

16.15
Le stazioni San Marco a supporto di missioni satellitari
Maurizio Di Ruscio

Ore 16.45
L’osservazione della Terra nel progetto San Marco
Carlo Ulivieri

Ore 17.15
Il trasferimento tecnologico dal progetto San Marco al progetto Eldo e l'esperienza di collaborazione industriale nella fase iniziale del progetto Eldo
Bruno Ratti

17.45 - 18.30 Discussione

Ore 21.30

Sala Gandolfi, Palazzo Orsi Mangelli, C.so Diaz 45

Presentazione del libro:

Lorenza Sebesta, Alleati competitivi. Origini e sviluppo della cooperazione spaziale tra Europa e Stati Uniti. 1957-1973, Roma-Bari, Laterza, 2003

Ne discutono insieme all’autrice, Raffaella Simili, Michelangelo De Maria e Giovanni Paoloni

Sabato 20 settembre

Sala Gandolfi, palazzo Orsi Mangelli, C.so Diaz 45

III Sessione

I programmi nazionali spaziali negli anni Settanta: il progetto Sirio e l'attività della base di Trapani-Milo
Presiede: Giovanni Paoloni

Or 10.00
Luci e ombre nell'organizzazione delle attività spaziali nazionali: il caso di Sirio
Lucia Orlando

Ore 10.30
La base di Trapani-Milo: aspetti politici e istituzionali
Marco Malavasi

Ore 10.30
Sirio come primo passo della strategia italiana nelle telecomunicazioni via satellite
Antonio Rodotà

11.00 - 11.15 pausa caffè

Ore 11.15
Il programma Sirio: prospettive, problemi, risultati
Francesco Carassa

Ore 11.45
Il segmento satellitare del progetto Sirio
Franco Marconicchio

Ore 12.15
L’avventura di Sirio trent'anni dopo
Antonio Teofilatto

12.45 - 13.30 Discussione

13.00 - 15.00 Pranzo

IV Sessione

Gli aspetti industrialli dei programmi spaziali italiani e il ruolo dell'Aeronautica
Presiede: Michelangelo De Maria

Ore 15.00
L'Aeronautica Militare e lo sviluppo delle attività spaziali
Alberto Traballesi

Ore 15.30
I primi passi dell'industria spaziale italiana
Ernesto Vallerani

16.00 - 16.15

Ore 16.15
L'Italia nello spazio vista da Telespazio
Alberto Ciavoli-Coltelli

Ore 16.45
Il ruolo di Fiat-Avio e di Aeritalia nelle attività spaziali italiane e nelle collaborazioni europee dagli anni Sessanta agli anni Ottanta

17.15 - 18.15 Discussione finale e chiusura dei lavori
10:45:46 - Cantastorie - No comments

Salone Orienta

Indirizzo Internet: www.orienta.be

Il prossimo autunno Orienta ti invita dal 13 al 15 novembre al Brussels Expo / Heysel, per la sua sedicesima edizione. Durante questi tre giorni, Orienta offre informazioni sullo studio, la formazione continuativa, l'apprendimento a distanza e le possibilità di lavoro in Belgio e all’estero, ai suoi 35 000 visitatori.

Orienta è diventata il più grande evento in Belgio che si occupa di educazione.

Orienta promuove il tuo futuro, anche duante il programma di conferenze tenute da professionisti.

In breve Orienta è il posto dove devono essere i giovani che affrontano le sfide del futuro.
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